Ultima modifica: 10 luglio 2016

Piano di Inclusione

Piano d’inclusione  

Rilevazione dei bisogni

Dalla lettura dei bisogni al Piano per l’inclusione per una scuola che concretamente investa sul Successo formativo di tutti

Il contesto

L’Istituto Comprensivo “Alberto Manzi”, scuola primaria e secondaria di 1°, nasce dall’accorpamento tra  l’omonimo Istituto Comprensivo e la Scuola primaria Enrico Toti in seguito al dimensionamento delle scuole del V Municipio

L’Istituto, ubicato su tre plessi, è situato nella zona del Pigneto,  zona “storica” del V Municipio, che presenta le seguenti caratteristiche:

  • ha una densità abitativa elevata;
  • ha risentito degli effetti della attuale crisi economica in termini di emergenza abitativa ed occupazionale;
  • presenta uno spaccato socio – culturale composito (accanto a realtà che mostrano attenzione e partecipazione al tessuto sociale convivono gruppi meno consapevoli più inclini a seguire modelli di certa sottocultura);
  • è un territorio di “accoglienza di prima immigrazione” con una significativa presenza di cittadini di altra nazionalità. 

La presenza di un’ampia fascia di immigrati, inseriti  accanto ai  nuclei  tradizionali,  impone  l’esigenza di integrare soggetti eterogenei attraverso la conoscenza delle  culture al fine di una convivenza serena tra le diverse realtà.  D’altra parte, soprattutto negli ultimi anni, la realtà sociale del quartiere ha iniziato a vivere una maggiore consapevolezza rispetto alle proprie potenzialità e alla necessità di partecipazione.  Si è andata via  via incrementando, nella nostra scuola, la presenza attiva di genitori che mostrano di porre concrete aspettative nell’Istituzione scolastica, vista sia come mezzo di promozione socio – culturale sia come agenzia formativa che concorre, insieme alla famiglia, alla formazione dei ragazzi.

Il Municipio  V ex VI in sintesi

 

122.691 abitanti (il 4,3% di Roma) di cui 16.285 stranieri (il 4,7% di Roma)

 

dal 2001 al 2010 la popolazione è diminuita del 6,4% (a Roma è cresciuta del 2,4%)

 

le famiglie con un solo componente sono il 41,2% (a Roma il 41,7%)

 

le famiglie senza figli sono il 60,4% (a Roma il 58,2%)

 

le persone con oltre 65 anni sono il 24,4% (a Roma il 21,2%)

 

le persone con meno di 15 anni sono l’11,6% (a Roma il 13,1%)

 

gli stranieri sono il 13,2% (a Roma il 12,0%)

La rilevazione dei BES nell’I.C. Alberto Manzi, funzionale alla stesura di un Piano per l’inclusione, non poteva prescindere dalla lettura del territorio, in termini di criticità e risorse, poiché il contesto può  essere  nello  stesso  tempo parte  del  problema  e/o  parte  della  soluzione. 

La presente rilevazione è frutto di un’indagine fondata sull’esperienza di osservazione pedagogica pregressa.

Si evincono le seguenti tipologie di BES

Carenze affettive-relazionali                                      difficoltà di apprendimento

disagio economico                                                       disturbo specifico di apprendimento

disagio sociale                                                             DSA con diagnosi specialistica

divario culturale                                                          disturbo da deficit di attenzione e

divario linguistico                                                       iperattività

Successivamente, secondo un’opportuna tempistica, sarà attivata una “osservazione intenzionale e finalizzata” da parte degli insegnanti volta ad accertare sia le difficoltà che i punti di forza.

Per un’efficace analisi dei bisogni, a titolo esemplificativo, si suggeriscono i seguenti indicatori

Difficoltà nella partecipazione alle attività

  • Necessità di tempi più lunghi
  • Difficoltà di attenzione
  • Difficoltà di memorizzazione
  • Difficoltà di decifrazione di informazioni verbali
  • Difficoltà di decifrazione di informazioni scritte
  • Difficoltà di espressione-restituzione di informazioni verbali
  • Difficoltà di espressione-restituzione di informazioni scritte
  • Difficoltà nell’applicare conoscenze
  • Difficoltà di autocontrollo
  • Problemi emozionali
  • Scarsa autostima
  • Scarsa motivazione
  • Scarsa curiosità
  • Difficoltà nella relazione con i compagni e/o le figure adulte
  • Carenza/eccesso nel senso del pericolo

 

Rilevazione dei punti di forza

 

·         Discipline in cui riesce

·         Discipline preferite

·         Attività preferite

·         Attività in cui riesce

·         Hobbies, passioni, attività extrascolastiche

·         Persone nella scuola, nella famiglia e/o nell’extrascuola significative, o disponibili, o che svolgono attività interessanti…

 

Punti di forza del gruppo classe

·         Presenza di un compagno o di un gruppo di compagni di riferimento per le attività disciplinari, per il gioco, per le attività extrascolastiche

 

Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità

 

  1. Rilevazione dei BES presenti:

  1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3)

32

Ø  minorati vista

0

Ø  minorati udito

0

Ø  Psicofisici

32

  1. disturbi evolutivi specifici

44

Ø  DSA

8

Ø  ADHD/DOP

0

Ø  Borderline cognitivo

1

Ø  Altro (alunni esclusivamente con certificazione medica rilasciata da ASL o enti convenzionati)

35

  1. svantaggio (indicare il disagio prevalente)

140

Ø  Socio-economico

20

Ø  Linguistico-culturale

81

Ø  Disagio comportamentale/relazionale

17

Ø  Altro

22

Totali

216

% su popolazione scolastica

21

N° PEI redatti dai GLHO per tutti gli alunni con L. 104/92 e con certificazione medica

67

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria

9

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria

3

 

  1. Risorse professionali specifiche

Prevalentemente utilizzate in…

Sì / No

Insegnanti di sostegno

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

si

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

si

AEC

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

si

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

si

Assistenti alla comunicazione

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

no

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

no

Funzioni strumentali / coordinamento

 

si

Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES)

 

si

Psicopedagogisti e affini esterni/interni

 

no

Docenti tutor/mentor

 

no

Altro:

 

 

Altro:

 

 

 

  1. Coinvolgimento docenti curricolari

Attraverso…

Sì / No

Coordinatori di classe e simili

Partecipazione a GLI

si

Rapporti con famiglie

si

Tutoraggio alunni

si

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

si

Altro:

 

Docenti con specifica formazione

Partecipazione a GLI

si

Rapporti con famiglie

si

Tutoraggio alunni

si

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

si

Altro:

 

Altri docenti

Partecipazione a GLI

si

Rapporti con famiglie

si

Tutoraggio alunni

si

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

si

Altro:

 

 

  1. Coinvolgimento personale ATA

Assistenza alunni disabili

si

Progetti di inclusione / laboratori integrati

si

Altro:

 

  1. Coinvolgimento famiglie

Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva

si

Coinvolgimento in progetti di inclusione

si

Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante

si

Altro:

 

  1. Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza. Rapporti con CTS / CTI

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità

si

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili

si

Procedure condivise di intervento sulla disabilità

si

Procedure condivise di intervento su disagio e simili

si

Progetti territoriali integrati

si

Progetti integrati a livello di singola scuola

si

Rapporti con CTS / CTI

si

Altro:

 

  1. Rapporti con privato sociale e volontariato

Progetti territoriali integrati

si

Progetti integrati a livello di singola scuola

si

Progetti a livello di reti di scuole

si

  1. Formazione docenti

Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe

si

Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva

si

Didattica interculturale / italiano L2

si

Psicologia e psicopatologia dell’età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.)

si

Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali…)

si

Altro:

 

Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*:

0

1

2

3

4

Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo

 

 

 

x

 

Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti

 

 

x

 

 

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive

 

 

x

 

 

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

 

 

 

x

 

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti

 

x

 

 

 

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative

 

 

x

 

 

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi

 

 

 

x

 

Valorizzazione delle risorse esistenti

 

 

 

x

 

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

 

x

 

 

 

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo

 

 

 

 

x

Altro:

 

 

 

 

 

Altro:

 

 

 

 

 

* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo

Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici

               

Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il prossimo anno

Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)

Gruppo di lavoro per l’inclusione (in sigla GLI) costituito dalle  risorse specifiche e di coordinamento presenti nella scuola:

–    funzioni strumentali,

–    insegnanti per il sostegno,

–    AEC/ Operatori Saish assegnanti dal Comune di Roma

–    docenti “disciplinari” con esperienza e/o formazione specifica e con compiti di coordinamento delle classi,

–    genitori

–    esperti istituzionali o esterni in regime di convenzionamento con la scuola in modo da assicurare all’interno del corpo docente il trasferimento capillare delle azioni di miglioramento intraprese e un’efficace capacità di rilevazione e intervento sulle criticità all’interno delle classi.

Compiti  del GLI

–     rilevazione dei BES presenti nella scuola;

–     raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell’Amministrazione;

–      focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle classi;

–     rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;

–     raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLH Operativi sulla base delle effettive esigenze, ai sensi dell’art. 1, c. 605, lettera b, della legge 296/2006, tradotte in sede di definizione del PEI [Piano Educativo Individualizzato, N.d.R.] come stabilito dall’art. 10 comma 5 della Legge 30 luglio 2010 n. 122;

Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti

La progettazione degli interventi da adottare riguarda tutti gli insegnanti: si dovranno  organizzare i curricoli in funzione dei diversi stili o delle diverse attitudini cognitive, gestire in modo alternativo le attività d’aula, favorire e potenziare gli apprendimenti e adottare i materiali e le strategie didattiche in relazione ai bisogni degli alunni.

Si rendono necessari pertanto percorsi di formazione che favoriscano il passaggio ad una didattica inclusiva che valorizzi le dinamiche cooperative attraverso strategie e tecniche di attivazione dei gruppi, di collaborazione, di cooperative learning, di tutoring,  di scrittura collaborativa, problem solving, brainstorming in modo da rendere il lavoro il più collettivo e condiviso possibile

La formazione per l’inclusione dovrà comportare l’acquisizione di conoscenze e abilità per:

Differenziare ed accogliere esigenze diverse che permettono  ad un docente di sostenere l’apprendimento individuale in classe valorizzando la diversità dell’alunno, coltivando alte aspettative sul successo scolastico dell’alunno.

Lavorare in collaborazione con genitori e famiglie;

Collaborare e lavorare in gruppo

Verranno pertanto  promosse e incentivate attività di aggiornamento e formazione, valorizzati progetti che attivino strategie orientate a potenziare il processo di inclusione, indirizzato in senso inclusivo l’operato dei singoli Consigli di classe/interclasse, coinvolte  attivamente le famiglie,

Le nuove tecnologie e in particolare l’utilizzo della LIM sono  sicuramente uno strumento che agevola l’inclusione degli alunni diversamente abili.

Un obiettivo fondamentale è la creazione nella classe di un ambiente dinamico in cui convergono linguaggi digitali e strumenti multimediali (LIM, computer, connessione a Internet) a supporto di metodi e strategie didattiche che favoriscono l’inclusione di alunni con disabilità e l’inclusione degli alunni stranieri.

E’ opportuno pertanto offrire ai docenti coinvolti una formazione che li metta in grado di:
a) integrare nella didattica quotidiana le potenzialità della LIM con l’ausilio di nuovi strumenti tecnologici e risorse multimediali (Learning Objects);
b) sperimentare semplici strumenti per la realizzazione di contenuti digitali per la didattica;
c) favorire l’interazione e la cooperazione tra gli studenti e con i docenti secondo i modelli emergenti di didattica collaborativa;
d) favorire la personalizzazione del percorso educativo degli studenti, in particolare per alunni con difficoltà di apprendimento;

e)Valorizzare le competenze del personale docente in termini di uso delle nuove tecnologie nella didattica

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive

-Compito della scuola è di adottare  un piano di valutazione che descriva gli obiettivi e l’uso, le regole e le responsabilità della valutazione degli alunni e presenti chiari principi su come la valutazione scolastica sia di supporto alle diverse esigenze degli alunni, utilizzando un linguaggio comune, condiviso da alunni, genitori, docenti e professionisti, necessario a comprendere la valutazione.

-La valutazione  inclusiva comporta la valutazione non solo dell’alunno, ma anche del contesto educativo in cui agisce e del complesso reticolo di barriere sociali  che intralciano il possibile sviluppo delle sue abilità.

-Nella valutazione inclusiva la  politica e la prassi valutativa sono studiate al fine di promuovere l’apprendimento di tutti gli alunni: tutte le politiche e le procedure di valutazione debbono essere un sostegno e un incentivo alla partecipazione scolastica e all’integrazione degli alunni

Pertanto gli insegnanti:

–    utilizzeranno strategie didattiche e strumenti che incoraggiano gli alunni ad auto-valutarsi, secondo i propri obiettivi e sviluppino le competenze e le strategie metacognitive.

–  Useranno metodi che offrono spunti e stimoli all’apprendimento in modo appropriato e che motivino l’alunno allo studio individuale.

–  Adotteranno  un approccio olistico/ecologico dell’apprendimento dell’alunno che viene valutato negli aspetti accademici, comportamentali,sociali ed emotivi.

Compito del dirigente sarà quello di offrire sostegno, tempo e flessibilità agli insegnanti per realizzare la valutazione dell’apprendimento e per inserire i risultati dei processi di valutazione nella loro prassi scolastica quotidiana e di organizzare e sostenere la cooperazione e il lavoro di team necessario per la valutazione scolastica degli alunni

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

Le risorse e le attività di Istituto, nel rispetto delle finalità della normativa vigente e della legge quadro n.104/92, mettono al centro l’integrazione dell’alunno diversamente abile attraverso interventi mirati “sull’alunno” e sul contesto in cui vive.

Gli obiettivi si prefiggono di assicurare una continuità negli interventi di sostegno tra il ciclo scolastico della primaria, quello della secondaria di I grado e quello della secondaria di II grado, attraverso attività che possano:

·         ottimizzare le risorse territoriali delle varie strutture ed operatori coinvolti in modo da costruire insieme una sinergia capace di amplificarne l’efficacia.

·         valorizzare gli interventi educativi e formativi di tutte le attività di integrazione

·         favorire lo scambio creativo delle professionalità di tutti gli operatori coinvolti

con la collaborazione e l’ausilio di:

§  genitori degli alunni diversamente abili

§  i consigli di classe

§  il Collegio Docenti

§  il Dirigente scolastico

§  il (V) Municipio, la ASl RMC, la cooperativa Arca di Noè per gli assistenti Saish/AEC, la Provincia di Roma per gli assistenti alla  tiflodidattici  per alunni di diversa abilità sensoriale

L’attività di sostegno si esplica attraverso

–       la diagnosi funzionale (a cura della ASL) il profilo dinamico-funzionale (P.D.F.)

–       il piano educativo individualizzato (P.E.I.)

I docenti, partendo dalla  diagnosi funzionale dell’alunno, d’intesa con la famiglia e gli operatori sanitari, compiono una puntuale valutazione iniziale attenta allo sviluppo delle potenzialità del singolo, definiscono le attività di sostegno predisponendo il Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) e il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) in accordo con i consigli di classe.

Secondo le indicazioni della C.M. 250/85, compito dell’insegnante di sostegno è quello di porre in evidenza la problematica e le esigenze dell’alunno diversamente abile ma si ritiene che tutti i docenti debbano farsi carico della progettazione e attuazione del PEI.

Il PEI, mira alla massima valorizzazione delle capacità individuali e all’integrazione dell’alunno nel gruppo classe per cui risponde ad ampi criteri di flessibilità al fine di adeguare la progressione delle attività alle capacità degli alunni e riguarda:

–            analisi della situazione di partenza  dei singoli alunni,

–            definizione degli obiettivi e delle strategie

–            scelta dei contenuti

–            attività programmate

Il PEI è  commisurato alle esigenze ed agli obiettivi che ciascun alunno può conseguire in relazione alle proprie capacità e potenzialità.

Per quanto riguarda le verifiche del PEI e la valutazione si fa riferimento alla normativa vigente e si rinvia al POF e al piano di lavoro delle classi.

I GLH (Gruppo Lavoro Handicap) operativi sono convocati due volte nel corso dell’anno scolastico dando priorità agli alunni delle classi di passaggio; hanno  il compito con l’aiuto della ASL e/o degli Enti esterni e della famiglia, di procedere alla raccolta dei dati, di indicare gli obiettivi, i tipi di intervento, le modalità di interazione fra i docenti e gli strumenti didattici.

Gli interventi didattici si svolgono prevalentemente in classe nell’ambito dell’attività ordinaria proposta dal docente curricolare e concordata con l’insegnante di sostegno in modo da offrire all’alunno tutte le opportunità di apprendimento e inserimento.

Nel rispetto dei tempi dell’attenzione e dei momenti di socializzazione dell’alunno si prevedono anche interventi individualizzati  fuori dalla classe gestiti nel rapporto individuale con il docente e/o con piccoli gruppi di pari. 

Per assicurare l’esercizio del diritto all’educazione, all’istruzione e all’integrazione per gli alunni con handicap medio-grave, finalizzato allo sviluppo della massima autonomia personale che consenta una reale consapevolezza del mondo circostante per un minimo di fruizione e interazione sociale, si sottolineano le seguenti linee guida:

–            lettura funzionale basata sulla capacità di riconoscere sul filo della memoria visiva la realtà circostante (ambiente geografico e sociale)

–            un bagaglio di parole proprie del tessuto quotidiano utili alla decodifica delle richieste e dei messaggi sia scritti che figurati che ne provengono

–            laboratori sperimentali che saranno articolati sulla base di una specifica programmazione. Il lavoro sarà predisposto in piccoli gruppi per consentire l’inserimento dell’alunno diversamente abile e si articolerà  sulla base di  una rotazione che consenta lo svolgimento delle attività per tutto il gruppo classe.

–            software a didattica facilitata

Il Gruppo Insegnanti di Sostegno coordinati dalla Funzione strumentale si riunisce due/tre volte nell’anno scolastico per definire, rivedere, raccordare gli strumenti di lavoro (PEI, registri, verifiche, griglie), le metodologie didattiche, l’articolazione dell’orario (docente e alunno), le problematiche comuni e i casi particolari.

Il GLH di Istituto, composto dal Dirigente scolastico, da un Responsabile ASL, da un responsabile del V Municipio, da un referente dei Docenti curricolari, da due referenti dei Docenti di sostegno (uno per ordine do scuola), da un rappresentante dei genitori si riunisce almeno due volte l’anno, a inizio e a fine  a.s., per definire le linee programmatiche sulla base delle necessità e realtà presenti e per verificarne il lavoro svolto.

Per gli alunni DSA  sono  messe in atto tutte le disposizioni previste dalla legge n. 170/2010.                                                                            

Gli alunni stranieri necessitano di interventi speciali, la loro integrazione è un obiettivo prioritario della scuola e si compone di tre momenti fondamentali:

–            l’accoglienza e l’inserimento,

–            l’intervento linguistico (insegnamento dell’italiano come L2),

–            una specifica attenzione alla dimensione interculturale all’interno delle varie discipline; il tutto nella prospettiva  di una continuità didattica fra i tre ordini di scuola.

 La scuola mira all’integrazione di tutti, nell’ottica di un’educazione interculturale come educazione alla e nella differenza, che favorisca  il dialogo e  il rispetto reciproco, la cooperazione e lo scambio, nel pieno rispetto delle identità.

Il percorso educativo di convivenza democratica tende alla formazione del cittadino “planetario” come persona,  rendendo gli alunni capaci di entrare in  relazione costruttiva con gli altri, nell’ottica della valorizzazione delle diversità da  percepire come risorsa per la crescita individuale e sociale, e della  gestione non violenta dei possibili conflitti tra identità differenti, con la sostituzione del confronto al conflitto.

In linea con le indicazioni contenute nella normativa italiana (L. n. 40 del 1998 e D.P.R. 394 Novembre 1999)  che si richiamano a principi e linee contenuti in direttive e leggi europee e che tracciano un modello educativo che si può definire integrativo, interculturale, attento alla tutela e valorizzazione delle lingue e culture d’origine, la scuola garantisce agli alunni di cittadinanza non italiana una reale esperienza di apprendimento e di inclusione sociale .

L’accoglienza e l’integrazione interessano tutti i docenti, i quali sono attenti agli aspetti didattici, ma anche al clima relazionale della classe, alle interazioni e agli scambi, ai possibili malintesi e conflitti tra bambini e ragazzi e tra scuola e famiglia.

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai  diversi servizi esistenti

Con gli esperti, il Municipio, la Cooperativa Arca di Noè per gli assistenti AEC, gli operatori della ASL RMC, si organizzano incontri periodici, collaborando alle iniziative educative e di integrazione predisposte nel Piano di Inclusione. Si ha così modo di verificare il livello e la qualità dell’ integrazione nelle classi dell’ istituto e avere consigli nella stesura degli obiettivi individualizzati del PEI, del PDP e del PEP oltre la collaborazione per l’ aggiornamento e la stesura del PDF. Verranno coinvolti i CTS.

Verrà richiesta agli organi competenti del Municipio V l’ assegnazione di un educatore che lavorerà a stretto contatto con il consiglio di classe e di interclasse secondo i tempi indicati nelle attività previste nel Piano Annuale.

Attività quali: aiuto didattico, socializzazione, acquisizione di maggiore autonomia nel muoversi anche all’ interno del territorio, attuazione dei progetti con associazioni ed Enti.

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative

La partecipazione delle famiglie al sistema di istruzione caratterizza gli orientamenti normativi degli ultimi anni, dall’istituzione del Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola, previsto dal D.P.R. 567/96, al rilievo posto dalla Legge di riforma n. 53/2003, Art. 1alla collaborazione fra scuola e famiglia, inoltre una serie di adempimenti, quali la formulazione e la verifica del Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) e del P.E.I. previsti dalla legge 104/92, richiedono la partecipazione delle  famiglie.

La famiglia costituisce un punto di riferimento essenziale per la corretta inclusione scolastica degli alunni. in quanto fonte di informazioni preziose,e luogo in cui avviene la continuità fra educazione formale ed informale.

È indispensabile pertanto che  i rapporti fra istituzione scolastica e famiglia si realizzino in una logica di supporto alla stessa, in relazione alle attività scolastiche e al processo di sviluppo dell’alunno con disabilità.

Senza un parere positivo della famiglia i percorsi personalizzati  non possono essere attivati per cui la modalità di contatto e presentazione alla famiglia è determinante ai fini di una collaborazione condivisa.

La comunicazione con la famiglia dovrà essere puntuale e precisa e particolare riguardo sarà dato alla lettura condivisa delle difficoltà e alla progettazione educativo/didattica. Per tali motivi, la documentazione relativa all’alunno con disabilità sarà sempre disponibile per la famiglia e consegnata dall’istituzione scolastica quando richiesta.

Sarà cura del  Dirigente scolastico convocare riunioni in cui sono coinvolti anche i genitori dell’alunno con disabilità, previo opportuno accordo nella definizione dell’orario.

Parlando del contesto la nota del MIUR n. 339 del 30 novembre 2001 individua l’assistenza di base, di competenza della scuola, come il primo segmento della più articolata assistenza all’autonomia e alla comunicazione personale prevista dall’art. 13 della legge 104/92.

La responsabilità di tale assistenza, rientrante nelle funzioni aggiuntive del personale A.T.A., è del Dirigente scolastico, sarà suo compito nell’ambito degli autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, e strumentali, attraverso le procedure previste dalla legge e dalla contrattazione d’Istituto, predisporre le condizioni affinché tutti gli alunni, durante la loro esperienza scolastica, dispongano di servizi qualitativamente idonei a soddisfare le proprie esigenze.

L’assunzione del parere di uno specialista in psicologia o in neuropsichiatria, o dei servizi sociali presenti nel territorio favorisce una comprensione più completa della situazione personale e  socio/ambientale dello studente.

Lo specialista può essere di supporto al Consiglio di classe sia nella fase di preparazione di

strumenti di osservazione da utilizzare in classe che nella fase di individuazione di metodologie didattiche che sostengano il percorso personalizzato.

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi

La flessibilità organizzativa e didattica prevista dall’autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche consente di articolare l’attività di insegnamento secondo le più idonee modalità per il raggiungimento del successo formativo di tutti gli alunni, finalità ultima dell’intero servizio nazionale di istruzione, fermo restando il rispetto dei principi inerenti la normativa di legge.

Compiti del consiglio di classe

·   osservare la classe nelle sue dinamiche di funzionamento

·   documentarne le caratteristiche;

·  definire una programmazione didattico pedagogica globale, creativa e propositiva che    tenga conto di tutti gli  studenti e delle risorse umane, materiali e metodologiche presenti e  realisticamente attivabili;

·  favorire l’apporto delle risorse aggiuntive portatrici di nuove competenze in sinergia con la programmazione didattico pedagogica globale.

Risorse/strumenti/metodologie didattiche

·         Apprendimento cooperativo: sviluppa forme di cooperazione e di rispetto reciproco fra gli allievi e veicola le conoscenze/abilità/competenze

·         Tutoring (apprendimento fra pari: lavori a coppie)

·         Didattica laboratoriale (non serve il laboratorio come luogo fisico!) Favorisce la centralità del bambino/ragazzo. Realizza la sintesi fra sapere e fare, sperimentando in situazione

·         Procedere in modo strutturato e sequenziale: proporre attività con modello fisso e dal semplice al complesso→si faciliteranno nell’alunno l’esecuzione delle consegne, la memorizzazione e l’ordine nell’esposizione dei contenuti

·          Sostenere la motivazione ad apprendere

·         Lavorare perché l’alunno possa accrescere la fiducia nelle proprie capacità

 

Per alunni con tempi di apprendimento più lunghi

·           predisporre verifiche brevi, su singoli obiettivi;

·           semplificare gli esercizi (evitare esercizi concatenati);

·           consentire tempi più lunghi o ridurre il numero degli esercizi nello stesso tempo (strategia da scegliere secondo la personalità del bambino/ragazzo).

Per alunni che manifestano difficoltà di concentrazione:

·           fornire schemi/mappe/diagrammi prima della spiegazione (aiuteremo la mente a selezionare, categorizzare, ricordare, applicare quanto recepito durante la spiegazione);

·           evidenziare concetti fondamentali/parole chiave sul libro;

·           spiegare utilizzando immagini;

·           utilizzare materiali strutturati e non (figure geometriche, listelli, regoli…);

·           fornire la procedura scandita per punti nell’assegnare il lavoro

·           Didattica multisensoriale: uso costante e simultaneo di più canali percettivi (visivo, uditivo, tattile, cinestesico)→incrementa l’apprendimento

Tecnologie multimediali per  

·           accedere a quantità infinita di informazioni,

·          visualizzazione di filmati o immagini;

·      costruzione di unità di lavoro informatizzate con possibilità di personalizzarle per il gruppo classe e utilizzandole in modo flessibile (eventuale consegna agli alunni copia della lezione o delle attività proposte in formato cartaceo o digitale);

·        favorire e promuovere l’interazione lasciando spazio alla creatività degli studenti affinchè realizzino ricerche o unità di lavoro multimediali in modo autonomo, singolarmente o in piccolo gruppo→favorisce apprendimento costruttivo ed esplorativo;

·          per gli alunni con difficoltà risulta essere uno strumento compensativo (videoscrittura, realizzazione di schemi e mappe, tabelle…).

Valorizzazione delle risorse esistenti

Attualmente la scuola dispone di: n° 1 biblioteca per ogni plesso; n° 2 laboratori informatici per la scuola primaria e n° 2 laboratori informatici per la scuola secondaria di 1° dotati di LIM; n° 3 palestre; n° 1 laboratorio linguistico e n° 1 laboratorio scientifico nella sede centrale in uso alla scuola secondaria di 1°; n° 2 laboratori artistici per la scuola secondaria di 1°; n° 1 laboratorio musicale per la scuola primaria e n° 1 laboratorio musicale per la scuola secondaria di 1°; il personale ATA presente a scuola è così composto: n° 5 personale di segreteria, didattica e amministrativa, e n° 12 collaboratori scolastici.

La scuola partecipa attivamente ad una rete di scuole del V municipio.

Le risorse esistenti non risultano adeguate ai bisogni degli alunni, pertanto si ritiene necessario:

  • Implementare il numero e l’ utilizzo della LIM che è uno strumento in grado di integrare vecchi e nuovi linguaggi: quelli della scuola e quelli della società multimediale.
  • Incrementare la disponibilità di software in relazione agli obiettivi didattici che si vogliono raggiungere per favorire l’ interazione e la partecipazione di tutti gli alunni
  • Modernizzare e arricchire i laboratori presenti nella scuola per creare un contesto di apprendimento personalizzato che sa trasformare, valorizzandole, anche le situazione di potenziali difficoltà
  • Valorizzare le competenze specifiche di ogni docente
  • Incrementare il numero del personale ATA

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

Utilizzare la possibilità di accedere a progetti e/o strumenti messi a disposizione dei CTS

Risorse materiali: laboratori ( arte, musica, informatica ), palestre, attrezzature informatiche, software didattici

Risorse umane: psicologi, educatori, docenti specializzati in attività ludico-formative, laboratoriali e relazionali, personale ATA

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo

Particolare importanza riveste il fascicolo personale dell’alunno nel  passaggio fra un grado e l’altro d’istruzione.

E’ opportuno  che questo sia previsto a partire dalla Scuola dell’Infanzia e comunque all’inizio del percorso di scolarizzazione, al fine di documentare il percorso formativo compiuto nell’iter scolastico.

E’ importante inoltre  tener conto della distinzione fra la programmazione personalizzata che caratterizza il percorso dell’alunno con disabilità nella scuola dell’obbligo e la programmazione differenziata che, nel  secondo ciclo di istruzione,  può condurre l’alunno al conseguimento dell’attestato di frequenza

Nel  passaggio dal primo al secondo ciclo di istruzione o nei passaggi intermedi, sono  previste forme di consultazione obbligatorie fra gli insegnanti della classe frequentata dall’alunno con disabilità e le figure di riferimento per l’integrazione delle scuole coinvolte, al fine di consentire continuità operativa e la migliore applicazione delle esperienze già maturate nella relazione educativo-didattica e nelle prassi di integrazione con l’alunno con disabilità.

A tal fine, la nostra scuola progetta ed attua percorsi volti a favorire la “transizione“ da un ciclo scolastico all’altro organizzando il Progetto Continuità che coinvolge gli alunni dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, delle classi prime, quarte e quinte della scuola primaria e delle tre classi di scuola secondaria di primo grado.

Le finalità del nostro progetto sono:

(scuola dell’infanzia-scuola primaria)

·         semplificare il passaggio graduale da un ordine di scuola all’altro;

·         promuovere la conoscenza reciproca tra gli alunni dei vari ordini di scuola;

·         proporre attività da svolgere con approccio interdisciplinare comuni all’ultimo anno della scuola dell’infanzia e la prima classe della scuola primaria;

·         promuovere l’integrazione degli alunni provenienti da culture diverse e degli alunni diversamente abili;

·         individuare collegamenti con le realtà scolastiche, culturali e sociali del territorio.

 (scuola primaria-scuola secondaria di 1° grado)

·               –   promuovere integrazione tra i due contesti educativi;

·               –  proporre percorsi curriculari continui relativamente ad aree di intervento educativo comune;

·               –   proporre iniziative per realizzare attività comuni tra gli alunni dei due ordini di scuola;

·                –  promuovere l’integrazione degli alunni provenienti da culture diverse e diversamente abili;

                –  individuare collegamenti con le realtà scolastiche, culturali e sociali del territorio.

Inoltre, il nostro istituto da anni rivolge particolare attenzione all’orientamento dei ragazzi in uscita dalla terza media, tanto da aver fatto parte di una rete di scuole (solo 25 su tutta Roma) scelte dal MIUR per studiare una modalità comune per tutta la regione Lazio di orientare i ragazzi ed evitare la dispersione scolastica.

 Aiutare i ragazzi ad orientarsi nella scelta della scuola superiore prevede essenzialmente due momenti, una emotiva, in cui si supporta l’alunno nella scoperta delle proprie attitudini e potenzialità, chiarendo la differenza tra l’ideale – il sogno che ciascuno ha nel cassetto – e la realtà, e una informativa, riguardante i possibili corsi di studio, la durata di ciascuno di essi, il tipo di qualifica che rilasciano e gli sbocchi professionali, nonché l’incontro con i docenti delle superiori e con gli ex alunni del nostro istituto.

L’Ass.ne “Arciragazzi” costituita da  esperti nel settore somministrerà, inoltre, test psico-attitudinali  agli alunni, la cui restituzione  ai ragazzi e alle famiglie prevede una discussione, a livello individuale, in cui si forniranno tutti gli elementi utili per una scelta serena.

I FASE: Alla scoperta di sé

1.      Attraverso un gioco si sollecita la riflessione degli alunni in relazione a quale deve essere l’atteggiamento di ciascuno perché il laboratorio funzioni

2.      Attraverso un laboratorio guidato gli alunni individuano la materia preferita,  la materia in cui si eccelle secondo l’opinione dei compagni, la caratteristica personale migliore, la caratteristica che gli altri pensano sia la migliore, il mestiere che si vorrebbe fare da grande. Nel momento della riflessione emergerà lo scollamento tra la realtà e l’ideale, spesso la materia non coincide con la professione che si vorrebbe intraprendere.

3.      Analisi delle paure e le aspettative

II FASE: Alla scoperta della realtà

1.       Intervista agli adulti: riflessione su quanta influenza esercitano i genitori,  i compagni, la scuola nella scelta.

2.      Presa di coscienza del percorso che si deve fare per raggiungere un obiettivo. Metodo di studio: come apprendo più facilmente.

3.       Costruire un curriculum. Come si scrive, quali elementi devono essere evidenziati

4.      Simulazione: di un colloquio di lavoro

 III FASE: Informazioni pratiche

1.       Proiezione di slides anche alla presenza dei genitori per illustrare le diverse tipologie di scuole superiori e gli sbocchi professionali a cura del docente referente o di Orientagiovani (comune di Roma)

2.      Open day superiori.

3.      Incontro con ex-alunni

4.      Allestimento bacheca Orientamento, con diffusione open day e lezioni propedeutiche delle superiori.

IV FASE: La scelta

1.       Test psico-attitudinali somministrati da ass.ne ARCIRAGAZZI

2.       Restituzione dei test agli alunni individualmente

3.      Restituzione ai genitori previo appuntamento

Il sistema di istruzione risponde ai bisogni educativi e formativi dei giovani cittadini, rendendosi alla fine necessario, anche attraverso la piena attuazione di norme che garantiscano il diritto al studio  e la presa in carico ad altri soggetti pubblici.

A questo scopo, per quanto di competenza del sistema nazionale di istruzione, è fondamentale l’organizzazione puntuale del passaggio tra gli ordini di scuola per l’attuazione del progetto di vita.

Approvato dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione in data

Deliberato dal Collegio dei Docenti in data 30 giugno 2015

 

Allegati:

  • Proposta di assegnazione organico di sostegno e altre risorse specifiche (AEC, Assistenti Comunicazione, ecc.)

 

 

                                                                                                   Le Funzioni Strumentali Area 3

 

                                                                                            Ins. L. Screnci

                                                                                            Ins. A. Bellomo

                                                                                            Ins. S. D’Aquilio