Davanti ad una platea di adolescenti attenti l’ispettore di polizia Alessandro Magno ha raccontato la sua incredibile storia, storia di lotta contro un’ingiustizia perpetuatasi per anni, e a cui nessuno aveva voluto credere, un’ingiustizia che oggi è marchiata da un titolo a dir poco inquietante “La Terra dei Fuochi”. Già perché l’ispettore era uno dei membri della squadra di Roberto Mancini, che ha dato la sua vita, tentando di salvare quella degli altri. Con un linguaggio semplice, la proiezione di alcune slides e di filmati, Alessandro Magno è arrivato dritto al cuore dei ragazzi delle medie, spiegando loro cosa è accaduto alla nostra bellissima terra, tra Caserta e Napoli, terra che nasconde nelle sue viscere un miscuglio di veleni, sufficiente a distruggere la flora, la fauna, ma soprattutto la vita delle persone. In un trolley l’ispettore ha portato una teca di vetro con la quale ha mostrato quello che non si vede in superficie: una base di calcestruzzo su cui sono depositati circa 30 m. di veleni, successivamente compressi da 50 cm di cemento armato e calcinacci, al di sopra dei quali sono state ripiantate coltivazioni di ogni tipo. Questa “genialata tecnologica” come è stata definita, si chiama “Tombamento”, e tra i veleni è massicciamente presente il percolato, (simile al liquido mostrato agli alunni all’interno di un flacone debitamente sigillato) altamente tossico, tanto che ne basterebbero due gocce per inquinare irrimediabilmente un’intera piscina. Questo scandalo denunciato nel 1994, è uscito allo scoperto soltanto in anni recenti, grazie al ritrovamento casuale da parte di un magistrato di tutti i documenti e delle le prove messe insieme da Roberto Mancini e dalla sua squadra. La terra ferita si ribella dando luogo alle cosiddette fumarole, purtroppo presenti anche nella nostra zona, ma lo smaltimento dei rifiuti costa, e chi può cerca e trova delle scorciatoie, che vanno a ricadere sulla pelle di tutti. Tante le domande dei ragazzi, in parte increduli, atterriti, ma con il gran desiderio di “fare qualcosa, di riscattarsi” e l’ispettore Magno non si è sottratto ad un’ intervista da parte degli alunni coinvolti nel progetto “Underadio” di “Save the children” che andrà in onda sulla web radio prossimamente, e commosso ha concluso con una esclamazione che ha colpito tutti i presenti: “Quante vite si sarebbero potute salvare!”. Iniziative come queste lasciano un segno indelebile nella mente e nel cuore di alunni ed insegnanti. Questa storia ci insegna a non mollare, a lottare per i nostri diritti, e se paradossalmente la Criminal Pool, di cui Alessandro, che ha donato un poster alla scuola, faceva parte non esiste più, siamo noi, la scuola a dover sensibilizzare e informare, a rivestire un ruolo fondamentale nella società, ad insegnare il rispetto per l’ambiente. Agli occhi di tutti l’ispettore Alessandro, con un cognome così impegnativo, storicamente parlando, è parso davvero un grande, un eroe dei nostri giorni con un cuore d’oro, che oggi dedica molto del suo tempo a raccontare quello che è stato e che non deve accadere mai più.
(Rita Randolfi)




0